Torna al blog

Paura della morte

Paura della morte


pauramortejpg

La paura della morte riguarda ciascuno di noi.

Tutti nel corso della propria vita si sono posti domande sulla morte. Cosa ci sarà dopo? Pensare di non esserci più è qualcosa che terrorizza e angoscia. In ogni periodo della vita si fa i conti con questa paura. A seconda dell’età, della personalità, dell’equilibrio mentale si ha una reazione diversa.

La paura della morte in alcune persone può diventare un’ossessione. Un pensiero fisso che occupa la mente per molto tempo al giorno tutti i giorni. La paura della morte diviene quindi una fobia che può associarsi a uno stato depressivo.

Vi è la possibilità che il soggetto sviluppi anche manifestazioni fisiche: tremore, palpitazioni, difficoltà a respirare, sudorazione, ansia, angoscia, attacchi di panico, ecc..

Diverse sono le motivazioni che possono portare una persona a sviluppare una fobia verso la morte.

Può avere subito dei traumi, oppure avere perso in modo improvviso delle persone care. Anche la famiglia ha una certa influenza. Essere cresciuti in un ambiente familiare poco accudente e rassicurante non ha favorito lo sviluppo dell’autostima. Di conseguenza non si è sviluppata la capacità di coping, cioè di affrontare le difficoltà.

Il problema delle persone con la paura della morte è  infatti l’incapacità di affrontare la propria vita. I pensieri dominanti sono catastrofici. Ogni evento viene visto in una luce negativa. I problemi sono ingigantiti e divengono insormontabili.

Per poter affrontare la paura della morte è bene affidarsi a degli specialisti. Si può intraprendere un percorso psicoterapeutico. Nei casi in cui la paura sia estremamente invalidante è bene anche rivolgersi ad uno psichiatra per un trattamento farmacologico.

Nella psicoterapia condotta dalla dottoressa Pappalardo il soggetto viene invitato a fare una “decompressione”. A buttare fuori tutte le ansie e le angosce che lo assillano. Successivamente è possibile iniziare un lavoro di riflessione dove al centro viene messa non la morte, ma la vita. Il soggetto viene sostenuto e incoraggiato per non essere più immobile a guardare scorrere i giorni della propria esistenza. Viene stimolato ad aprirsi alle esperienze che desidera vivere. A costruire e realizzare progetti. Nel breve e medio termine. Egli non è più controllato da pensieri angoscianti e mortiferi. Egli diviene il protagonista delle propria vita.